Ode al Ragno – 2

Più in là sua cugina, l’orribile blatta,

pensosa accarezza la pancia sua piatta

e lo scarafaggio s’affaccia al balcone

commosso dal suono di questa canzone.

La cimice, poi, per non esser da meno,

svolazza qua e là oramai senza freno

e il suono dell’elitre ovunque si spande

facendosi strada tra calze e mutande,.

(Mi sento confusa, ma proprio del tutto:

è certo a quest’ora mi serve un prosciutto…)

Insomma, comunque, a quel ragno tornando,

ricordi di cosa stavamo parlando?

Ricordo di insetti una grande famiglia,

che cantano in mezzo all’odor di vaniglia

che emanano i panni tuoi stesi a asciugare

al tiepido tocco di luce solare.

Sull’onde d’un rivo che il vento accarezza

galleggia una foglia sospinta da brezza:

è piena di insetti ed in guisa di vela

si srotola pigra del ragno la tela.

Ode al Ragno

C’è un ragno nel bagno,

insetto terragno,

ma porta guadagno?

Se sì non mi lagno!

Magari lo magno

Con viso grifagno

gli cerco un compagno

È solo quel ragno,

gli serve un compagno,

che possa ragnare

e non sospirare.

Lo vada a cercare!

È bello tornare

la notte e trovare

nel caldo del bagno

un murmure ragno

che tesse il suo filo

più lungo del Nilo

e oscilla danzando,

la tela formando

in coro cantando con acari neri

che suonano lieti lo scacciapensieri.