Più in là sua cugina, l’orribile blatta,
pensosa accarezza la pancia sua piatta
e lo scarafaggio s’affaccia al balcone
commosso dal suono di questa canzone.
La cimice, poi, per non esser da meno,
svolazza qua e là oramai senza freno
e il suono dell’elitre ovunque si spande
facendosi strada tra calze e mutande,.
(Mi sento confusa, ma proprio del tutto:
è certo a quest’ora mi serve un prosciutto…)
Insomma, comunque, a quel ragno tornando,
ricordi di cosa stavamo parlando?
Ricordo di insetti una grande famiglia,
che cantano in mezzo all’odor di vaniglia
che emanano i panni tuoi stesi a asciugare
al tiepido tocco di luce solare.
Sull’onde d’un rivo che il vento accarezza
galleggia una foglia sospinta da brezza:
è piena di insetti ed in guisa di vela
si srotola pigra del ragno la tela.

