Ma cosa pensate? Di esser batteri?
Son quelli i pugnaci e terribil guerrieri
non voi, miei pacifici e sobri compagni,
giammai non adusi a menare le mani!
E’ questo che penso, ed ora tacete
e gladii e corazze, vi invito, ponete.
Non è ancora il giorno che l’uomo vi ceda,
non è ancora l’ora che questo succeda.
Verrà forse il dì che intera la terra
sarà tutta vostra, e senza la guerra,
e la signoria delle vostre zampine
da sola avrà impero su un mar di rovine
sul quale il ronzio sarà un dolce canto
e più non si udranno né il riso né il pianto,
e al vento le tele sventoleran fiere
in luogo di lacere e stinte bandiere.
Ma or non è cosa. Con ciò vi saluto:
lasciate le offerte qui dentro l’imbuto.
Mi volgo di nuovo all’attività mia
che è praticare la filosofia.
